Opuscoli informativi

Conoscere la tiroide

Come funziona la tiroide, perché lo iodio è importante e quali disturbi possono interessarla.

Una paziente conversa con una professionista durante una consultazione medica.
Il dialogo con lo specialista. Immagine illustrativa generata con AI.
In questo opuscolo

Documento del 2006: contenuti e riferimenti terapeutici dell’epoca, non aggiornati.

È la ghiandola principale dell’organismo, che controlla le principali funzioni vitali ed è importante che funzioni sempre correttamente. Alcune sue malattie non sono evitabili, esistono però semplici comportamenti che possono contribuire a prevenirle molte altre. Ecco allora come fare per proteggere la salute di questa ghiandola.

Una ghiandola vitale

La struttura

La tiroide è una ghiandola “endocrina”, cioè che versa le sostanze che produce all’interno dei vasi sanguigni e linfatici, ed è altamente organizzata.

  • È situata alla base del collo, poco al di sotto della laringe ed è costituita da tre parti: due lobi e l’istmo. I lobi si trovano ai lati della trachea e hanno un diametro di circa cinque centimetri ciascuno. Il cosiddetto “istmo della tiroide” si estende trasversalmente davanti alla trachea stessa e unisce i due lobi. Misura circa 2,5 centimetri.
  • Il tessuto tiroideo è formato da due tipi di cellule secretorie: le cellule follicolari e quelle parafollicolari.

Il suo ruolo

La tiroide è uno degli organi più importanti dell’organismo: senza di esse si richiederebbe il coma.

Presiede a molte funzione vitali:

  • Regola i processi del metabolismo, vale dire l’insieme dei complessi meccanismi attraverso i quali l’organismo ricava dagli alimenti l’energia necessaria per vivere;
  • Produce calore;
  • Interviene nei processi di crescita e di sviluppo dell’organismo;
  • Partecipa ai processi di accumulo e di distribuzione di acqua e sali minerali nell’organismo;
  • Controlla la velocità dei battiti del cuore, il livello di colesterolo nel sangue, il peso corporeo, la forza muscolare, le condizione della pelle, la vista, il ritmo delle mestruazioni, lo stato mentale e tante altre funzioni.

Per fare tutto questo, la tiroide produce ormoni specifici: la tiroxina o T4 e la triodotironina o T3. Sono proprio il T3 e il T4, gli ormoni contenenti iodio che viaggiano nel sangue per raggiungere tutti gli organi, a dire all’organismo quanto velocemente deve lavorare e come usare l’energia e a controllare tutte le altre funzioni vitali.

Una farfalla sulla trachea

Nel disegno, la tiroide e le paratiroidi. Gli ormoni secreti da questa ghiandola influenzano l’attività di moltissimi organi: cuore, polmoni, muscoli, ovaie, testicoli...

Etichette dell’illustrazione: laringe, paratiroidi, trachea, tiroide.

Come funziona

La tiroide può essere paragonata a un impianto di riscaldamento: se c’è una quantità sufficiente di ormoni tiroidei in circolo, la ghiandola smette di produrli, quando ne ha bisogno ricomincia a produrli.

La secrezione e la qualità circolante degli ormoni tiroidei è stimolata e controllata da due organi centrali del cervello: l’ipotalamo e l’ipofisi.

Quest’ultima, in particolare, gioca un ruolo molto importante: è una ghiandola situata alla base del cervello, secerne l’ormone Tsh e governa la ghiandola tiroidea. L’ipofisi, in pratica, lavora come il termostato, dicendo alla tiroide quando aumentare o ridurre la produzione ormonale. Nel primo caso, manda in circolo il Tsh, che stimola la produzione di ormoni; nell’altro, lo trattiene, mettendo a riposo la tiroide: questo meccanismo di regolazione è definito “feed back negativo”.

La tiroide è l’unica ghiandola del nostro corpo che, oltre a produrre ormoni ogni volta che l’organismo ne ha bisogno, riesce anche ad accumularli in grande quantità, sotto forma di deposito da utilizzare secondo le necessità.

All’interno dei follicoli, infatti, è contenuta la colloide, costituita da una sostanza gelatinosa detta tireoglobulina essa rappresenta un “magazzino in cui sono conservati gli ormoni tiroidei, liberati a seconda delle esigenze dell’organismo.

L’importanza dello iodio

Lo iodio è un elemento essenziale per il funzionamento della tiroide: lo prende dagli alimenti in cui è contenuto e lo immagazzina all’interno dei follicoli.

Gli ormoni T3 e T4, infatti, necessitano proprio dello iodio per essere sintetizzati.

Nel caso di carenza o mancanza di questo elemento, la ghiandola tiroidea viene sottoposta a una cronica ed eccessiva stimolazione da parte dell’ipofisi, attraverso il Tsh.

Questa stimolazione comporta alcune modifiche, tra cui l’aumento della dimensione della tiroide e l’eventuale comparsa del gozzo.

Didascalia dell’illustrazione: il funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-tiroideo. Etichette: ipotalamo, Trh, ipofisi, Tsh, T3 - T4, tiroide.

Quanto ne serve

Il fabbisogno giornaliero di iodio è di 90 mcg per i bambini fino a 6 anni di età, di 120 mcg per gli adolescenti e gli adulti, e di 200 mcg per le donne gravide e che allattano (una sua carenza, in questi casi, potrebbe determinare una riduzione della prontezza intellettiva e dell’abilità neuromotoria del bambino).

In ogni caso, si parla di carenza iodica solo nel caso in cui l’eliminazione urinaria di iodio, che rispecchi la qualità di iodio introdotta con l’alimentazione, sia inferiore a 100 mcg.

Si possono distinguere tre diversi gradi di carenza di iodio:

  • Lieve, se i valori di iodio sono compresi tra i 100 e i 50 mcg;
  • Medio, con valori di iodio compresi tra 50 e 20 mcg;
  • Serio, nel caso di valori di iodio inferiori a 20 mcg.

Quando si ammala

Sono soprattutto le donne a soffrire dei disturbi alla tiroide. Perché?

Sembra che tutto dipenda dal loro più complesso equilibrio ormonale.

La prova è che le malattie tiroidee spesso compaiono in coincidenza di fasi ormonali particolarmente delicate, come la gravidanza o la menopausa. Si è scoperto poi, che gli estrogeni (ormoni sessuali femminili) aumentano la perdita di iodio attraverso le urine, quindi la tiroide della donna si trova a lavorare con meno “carburante” ed è così più a rischio di malattie.

Le malattie che interessano la tiroide sono divise in tre gruppi:

  • Le malattie che alterano principalmente la sua funzione, cioè l’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo;
  • Quelle che alterano principalmente la sua morfologia (forma), cioè i noduli e i tumori;
  • Quelle che ne alterano sia la funzione sia la forma, cioè tiroiditi e il gozzo.

Dott. Pullano Vittorio. Tel. 3356772055.

Dati della pubblicazione originale

Endocrinologia News (per pazienti e familiari). Volume 1, Numero 2. Anno 2006.

La tiroide. Come mantenerla sana

A cura di V. Pullano. Direttore U.O. complessa di Endocrinologia. Az. Osp. “Pugliese-Ciaccio” Catanzaro.

Consulta l’opuscolo originale illustrato

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